"Dal bianco della storia"
punto a capo
Ispirazione e sapienza. Le direttrici verso cui si avvia e poi si indirizza la poesia di Marco Righetti, percorrono, esplicano questa virtuosità e questa architettura stessa emotiva. Fatta di raziocinio disquisito, e soprattutto di accesa e fervente caparbietà lirica; poi, più ancora, di un provvido fulgore visionario... Come ad allestire e immaginare, parallela alle atrocità (sic!) perfettamente in auge, una sorta di controStoria allarmata e insieme auspicata [...] Una Via Crucis che solo l’intelligenza e la fede – laica, filosofica, sapienziale – di un autore come Marco Righetti, riescono, sono riuscite via via a trasformare realmente in una Via Lucis, raccontandoci, periziando come un percorso salvifico Dal bianco della storia; e cioè, anzitutto, la lezione del Bianco, che non è – ben lo sappiamo – solo un colore, ma molto più: uno stato d’animo, un tabloid ermeneutico, uno sfondo enigmatico eppure sacrale
"L'incontro"
Il Convivio
«"L'incontro" - scrive l'autore del dramma - è un testo di fantasia, che nasce però dalla visione di volti sedati, vetri rotti, pareti scrostate, porte in ferro e passi rallentati lungo i corridoi di una lenta, inesorabile consapevolezza: quella che vivevano gli internati negli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) quando capivano di dovervi stare segregati indefinitamente, anche in presenza di un reato non grave. Il loro torto? Essere stati riconosciuti incapaci di intendere e volere. Ergastolani bianchi.» Valente e coraggioso, originalissimo, Marco Righetti traduce dunque in linguaggio drammatico, apparecchia a struttura teatrale un tema e un testo di grande valore civile, e ancor più, fascinazione psicopoietica… "L'incontro" è, in questo senso, un dono dell'immaginazione creativa, e della predisposizione, della sensibilità epocale. Dono potentissimo e insieme struggente (difficile non ricorrere al superlativo). Solo un'aggettivazione netta, calzante, può dare sintesi e i giusti elogi a quest'opera realmente ispirata, ardita, esemplare (a tratti dirompente), che chiede all'ingranaggio stesso, per lo più arrugginito ed abusato nel Teatro, nuove prospettive e macerazioni sensibili, nuovi orizzonti insieme d'indagine e perlustrazioni emotive… (Plinio Perilli)
Dialoga con l'autore Luca Ariano