"Neanche Nietzsche era un superuomo"
Cairo
Dialoga con l'autore Marco Belli.
Sui giornali, in tv, al lavoro e perfino a scuola, il lessico dominante è quello della vittoria: adoriamo chi vince tutte le gare, chi ottiene il massimo dei voti, i geni della finanza e della tecnologia. Ma siamo sicuri che questa dinamica, alla lunga, ci faccia bene? Siamo certi che intendere il mondo in un’ottica di vincitori (e di inevitabili perdenti) ci aiuti davvero a crescere? Per fortuna la filosofia ci dimostra che c’è un’altra via, che non rinuncia al miglioramento e al perfezionamento, ma li intende in maniera diversa. Una via che si apre quando accetti di essere fallibile, pieno di incertezze e di limiti: perché proprio questo ti fa capire che puoi andare un po’ oltre, cercare di «allargare» la sfera delle tue capacità.