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IBS+Libraccio Ferrara - Piazza Trento Trieste, Palazzo S. Crispino

Giovedì 29 Novembre ore 18.00 presentazione di Francesca Boari a Ferrara

E così sia
Cicorivolta
Dialoga con l’autrice Vito Mancuso

“Cara Francesca,l'ho letto in un attimo e d'un fiato, perché è talmente immediato e coinvolgente che non si può fare a meno di andare avanti a ogni capitolo - e devo dirti che è un capolavoro. E' un romanzo (perché in fondo c'è un sviluppo, un inizio e una fine, anche se esile) e al contempo una profonda riflessione filsofica, dove però il dubbio e la suggestione prevalgono sul concetto e sulla risposta. E', come ti ho già detto, toccante, poetico e commovente. Si nota il tuo stile inconfondibile, giunto a pieno controllo e maturazione (la tua "parole" di saussuriana memoria, cioè il marchio singolare delle lettera con cui tu imprimi all'universale della lingua il tuo inconfondibile spirito), e la tua consueta, disperata ricerca di senso attraverso la coscienza e l'interrogazione del mondo, che però, in questo libro, ha di fronte a sé il suo opposto, cioè l'eterno, il Tutto, la fatalità e la necessità - in una parola, il Nulla come dimensione muta ma ugualmente parlante (anche se parlante come puro significante e non come significato…). La figura di tuo padre è la perfetta incarnazione della metafora paterna lacaniana (con tutte le incrinature del padre umano, cioè del padre reale, che la sua dimensione viva e personale rappresenta) e dell'archetipo del Vecchio Saggio junghiano, con tutte le sue Ombre e i suoi silenzi, che ne aumentano perfino la sacralità. Lui ha accettato il Nulla, è evidente, lui si è rassegnato. Quando lo farai tu? Lui ha raggiunto la Pace prima della morte perché (e in questo consiste la sua saggezza) ha saputo vedere in quel Tutto senza senso il parlare di un Senso superiore, indefinibile dalla ragione, che si può afferrare solo con il sentire. E dunque ha afferrato la pienezza dell'enigma, cioè del non-senso. Ma è nell'enigma, diceva Lacan, che il senso raggiunge il suo massimo vertice. E' quel puro significante, quel puro apparire del mondo, che lui ha capito e veduto, e accettato come tale. In ogni caso, tu preferisci, nietzscheanamente, gioire con i tuoi fantasmi, in una festa surreale e grottesca (e anche un po' satanica) in cui i tuoi demoni festeggiano l'assenza di senso, cioè il fallimento stesso della tua ricerca. E gli danno senso ballando. E' pura volontà di potenza, cioè capacità nietzschena (e forse leopardiana) di sentire l'ebbrezza sull'abisso del nulla. Di un nulla, stavolta, relativo, cioè da scrivere con la "n" minuscola. L'opposto della serena rassegnazione di tuo padre, della calma placida e contemplativa del Vecchio Saggio. Il Nulla contro il nulla, in pratica. Dove si vive meglio? Nel primo non si crea e si guarda solo, nel secondo non c'è nulla se non lo strepito festante degli animi liberi. E' lo stesso strepito della tua coscienza, in fondo, che cerca disperatamente il senso. In ogni caso, te l'ho già detto, è un capolavoro, pieno, tra l'altro, di un sentire autentico e di un afflato poetico-letterario notevole.
A presto,
Paolo”
Paolo Mansanti

Giovedì 29 Novembre ore 18.00 presentazione di Francesca Boari a Ferrara

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